Reale Società Ginnastica di Torino 1844-2019

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Reale Società Ginnastica di Torino 1844-2019

Il libro, pubblicato in occasione del 175° anniversario della RSGT, racconta quasi due secoli di storia di questo grande progetto, dalle guerre risorgimentali ai giorni nostri, con bellissime immagini di archivio e con testi del giornalista Fabrizio Turco per ciò che riguarda la storia della Società e di Antonella Beggiato per la più recente storia della FLIC Scuola di Circo.

Reale Società Ginnastica di Torino 1844-2019, Torino, Priuli & Verlucca, 2019.

Il libro mette in risalto, oltre all’aspetto prettamente sportivo, diverse curiosità, cenni storici ed eventi che legano inscindibilmente la storia di questa Società alla storia dello sport, ma anche alla storia della Città di Torino, dell’intera Nazione e dello sviluppo del nostro tessuto sociale.
Il racconto non poteva non partire dalla felice intuizione di Rodolfo Obermann di costituire una “società libera di ginnasti”. Torino era allora capitale del Regno di Sardegna e la società sportiva più antica del nostro Paese fu fondata dallo svizzero Obermann, dal conte Ernesto Ricardi di Netro e da altre illustri personalità torinesi.Obermann era un ginnasta di Zurigo molto famoso che fu chiamato in Italia appositamente dal Generale Cesare Saluzzo, su ordine del Re Carlo Alberto di Savoia, allo scopo di insegnare la ginnastica agli allievi dell'Accademia Militare. Da quel momento la Società Ginnastica, che acquisirà il titolo di "Reale" nel 1933 per volere di Vittorio Emanuele III, ha dato inizio alla pratica sportiva nel nostro Paese e a 175 anni di storia costellati di partecipazioni e vittorie ad alcuni tra i più importanti avvenimenti sportivi, nazionali e internazionali.
Procedendo nella lettura si trovano informazioni sul logo concesso dal Re Carlo Alberto, con motto e sigillo di Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde) raffigurante un leone con cimiero e la scritta "je atans mo anstre” (tendo al mio astro), ancora oggi ben visibile sullo scudo nell'atrio di via Magenta e sul frontone d'ingresso.
Si racconta poi della prima sede nella palazzina di Villa Glicini al Parco del Valentino e del passaggio nel 1866 all’attuale palazzina, edificata nel 1851 su progetto dell'ing. Domenico Regis nella strada che allora si chiamava Contrada delle Ginnastica, del decisivo impegno profuso per l’introduzione della ginnastica obbligatoria nelle scuole nel 1878 grazie alla dedizione del ministro della pubblica istruzione Francesco De Sanctis, socio della Società Ginnastica, del lavoro per la predisposizione dei programmi ufficiali di educazione fisica e del ruolo svolto sul piano sociale per l’ammissione della donna nel mondo dell’attività fisica con la fondazione della Scuola Magistrale Femminile nel 1866 grazie all’impegno del presidente Ernesto Riccardo di Netro.
Nella parte curata da Fabrizio Turco trovano ancora spazio il romanzo “Amore e Ginnastica” che Edmondo De Amicis le dedicò nel 1892, della nascita dell’ISEF, del canottaggio, del calcio, del rugby, dello scherma e del basket, del legame con Gabriele D’Annunzio (del quale in Società è custodita una fotografia autografata) e con altri uomini illustri, fino alla storia più recente con i successi nazionali e internazionali di vari atleti tra i quali Veronica Servente nella ginnastica artistica (medaglia d’oro nel volteggio ai Giochi del Mediterraneo del 1993, partecipazione alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 entrando nella storia come la più giovane atleta italiana alle Olimpiadi) e Claudio Zanoni con numerosi titoli europei e italiani nello Iaido.
L’ultima parte del libro è dedicata ai giovani e promettenti atleti di oggi e alla FLIC Scuola di Circo, diventata in pochi anni una realtà importante e stimata in ambito internazionale.
Progetto della Reale Società Ginnastica di Torino avviato nel 2002, la FLIC è diventata in pochi anni una delle scuole di circo contemporaneo più rinomate d’Europa. Recentemente ha ottenuto il miglior punteggio in assoluto da parte del Mibact tra i progetti di formazione circense presentati per l’assegnazione del FUS ed ha vinto il bando “Artisti nei territori” per le residenze artistiche promosse da Regione Piemonte.

Dalla prefazione del nostro Presidente Emanuele Lajolo di Cossano:
“Tutti per uno, uno per tutti”. Correva l’anno 1844 quando Alexandre Dumas pubblicò “I tre moschettieri” che si sviluppava attorno al patto di solidarietà fra D’Artagnan, Aramis, Athos e Portos. Quel motto, in fondo, è alla base anche della nascita della nostra Reale Società Ginnastica. A proporre l’iniziativa fu Rodolfo Obermann che lanciò uno slogan innovativo “la ginnastica fa star bene”. La filosofia rivoluzionaria di Obermann fu colta con entusiasmo dagli altri fondatori: il dottor Luigi Balestra, i conti Luigi Franchi di Pont ed Ernesto Ricardi di Netro, il cavalier Filippo Roveda, l’ingegner Cesare Valerio e l’avvocato Lorenzo Saroldi: furono loro a promuovere quella che, ai più, apparve come una stravaganza o una provocazione, quasi una follia. Ma che invece piacque al Re Carlo Alberto. Oltre a lui diedero il proprio contributo tutte quelle migliaia di torinesi che per 175 anni si sono passati il testimone e che oggi, legittimamente, vanno fieri della “Magenta”. Di certo, quel tema dello sport concepito in maniera centrale è diventato straordinariamente attuale, tanto da essere dominante nelle politiche sociali in tanti paesi al mondo. Ed ecco perché quelle parole, proprio come il motto dei Tre Moschettieri, continuano a riecheggiare nel nostro quartier generale. Oggi, infatti, andare su e giù per le scale, nella sede di via Magenta, significa respirare un’atmosfera particolare. Saranno i muri che raccontano la nostra Storia; o magari sono tutti quei trofei e reperti di altre epoche, impronte vive di un passato che ogni giorno va a braccetto con il presente e con il futuro.

Oggi, però, la Società Ginnastica non rappresenta più soltanto il legame inscindibile con lo sport. Oggi la Reale diffonde cultura e desiderio di conoscenza; proprio come cerchiamo di fare noi con questo volume incentrato sulle fotografie di una storia che noi vogliamo tenere bene a mente.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’apporto entusiasta ed appassionato di tutti gli insegnanti e collaboratori che ogni giorno permettono che la favola della Ginnastica prenda corpo. Nel mio lavoro cerco quotidianamente, insieme a tutti i componenti del Consiglio Direttivo, di custodirne i valori e di trasmetterli dentro e fuori le mura di via Magenta.

Sono stato molto fortunato in questi anni di Presidenza, ho conosciuto ed amato persone davvero straordinarie che mi hanno immensamente arricchito.

Ringrazio per la pazienza mia moglie Raffaella e l’autore di questo volume, Fabrizio Turco.

Sono orgoglioso di essere il Presidente della Reale Società Ginnastica di Torino!